lunedì 29 novembre 2010

Il "biscotto" di Clinton

Riportiamo una curiosa notizia tratta da "La Repubblica" di venerdì 22 Ottobre 2010.

<<NEW YORK - E il giorno dopo lo scandalo Lewinsky, Bill Clinton perse il biscotto. Ok, il biscotto, nel linguaggio cifrato della Casa Bianca, è la scheda che contiene i codici per lanciare l'attacco nucleare: una specie di "bancomat della sicurezza" che il presidente degli Stati Uniti porta sempre con sé, i numeri che dovrà inserire nella valigetta - anche per questa c'è un nome in codice: football - che un ufficiale si trascina sempre dietro. Ma che cosa aveva mai distratto l'uomo più potente del mondo dal prendersi cura del suo bene più prezioso?

Il biscotto perduto di Clinton è l'ultimo scandalo che l'America appiccica al presidente a cui ha perdonato di tutto. Ma è vero o no? La rivelazione, rilanciata dalla tv Abc, arriva da un libro del generale di Hugh Shelton, l'ex capo di Stato maggiore che ha raccolto le sue memorie sotto un titolo altisonante, "Senza esitazione: l'odissea di un guerriero americano". Senza esitazione, il guerriero ricorda che "a un certo punto dell'amministrazione Clinton i codici andarono perduti per mesi. Un bel problema, un gigantesco problema".

Sì, ma il problema è anche un altro: la storia, ricostruiscono gli storici della Casa Bianca, non sarebbe nuova. Già un altro generale, Robert Patterson, tirò fuori il biscotto perduto sette anni fa. E lui sì che ricorda bene: era l'ufficiale incaricato di portare "la valigetta chiamata football". È proprio Patterson a raccontare quella scena che avviene "il mattino dopo in cui esplose lo scandalo Lewinsky". L'ufficiale chiede al presidente, come di routine, il biscotto, cioè la card, che lui è incaricato di ricaricare. Ma Clinton, ancora sconvolto dallo scandalo in corso, si accorge di non averla dietro. "Pensava di averla lasciata da qualche parte. Così cominciammo a girare per tutta la casa Bianca alla ricerca dei codici: finché il presidente non confessò di averli persi".

Certo Clinton non è stato l'unico inquilino ad avere problemi col biscotto. Un'altra leggenda racconta che anche Carter perse le chiavi che dal 2008 sono nelle tasche di Obama - o almeno si spera. Ma l'incrocio delle due testimonianze rende la disavventura di Bill più clamorosa.

D'accordo, le versioni dei militari differiscono per anno - Patterson dice '98, Shelton 2000 - e durata: per Shelton il biscotto sarebbe sparito addirittura "per mesi". Ma a conferma della distrazione di Clinton, nel 1999 i giornali di tutto il mondo raccontarono l'ennesimo buco. Durante un vertice Nato, il presidente dimenticò la valigetta, con annesso ufficiale, nel palazzo del summit, costringendo il povero militare a tornarsene alla Casa Bianca a piedi. "Siamo salvi", chiosò l'imbarazzato portavoce Joe Lockart. Le ultime parole famose?
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giovedì 25 marzo 2010


La nostra Associazione

Nasce nell’estate 2009 da alcuni amici che sentono la necessità di esplorare certi settori della storia e, più in generale, dei vari saperi che troppo spesso rimangono in ombra o, peggio ancora, cadono in una specie di oblio.

Mass-media  e “fonti ufficiali”, sempre più spesso ci propinano verità preconfezionate, o inesattezze  che finiscono per essere acquisite come verità diventando, purtroppo, i pilastri del nostro modo di pensare e di essere.

“Aspettando Astolfo” prende vita come gruppo di lavoro dal nome: In veritate libertas. Solo dagli inizi del 2010 acquisisce però questo nome e si struttura in associazione senza scopo di lucro.  

Gli obiettivi che si prefigge sono: “promuovere e diffondere attività artistiche , culturali e sociali per conoscere e far conoscere la verità su fatti storici, sociali, artistici ed antropologici, su nozioni tecnologiche-scientifiche e su qualsiasi  elemento dello scibile umano” (Citazione tratta dallo Statuto dell’Associazione Art. 4).



Perché Aspettando Astolfo?

Astolfo, nella mitologia occidentale, è il fedele amico di Orlando. Non esita a volare sulla Luna, in groppa a Pegaso,  per riprendere il senno del cavaliere impazzito e riconsegnarlo ad una vita decorosa e reale.

In un periodo in cui l’umanità intera sembra avere smarrito il senno, in attesa che “Qualcuno” ci faccia rinsavire, cerchiamo di non restare con le mani in mano e, nel nostro piccolo, impegniamoci ad  usare quel po’ di ragionevolezza di cui ancora disponiamo.

Questo, in fondo, si propongono gli associati: adoperarsi per evitare che tutto ci “passi addosso” già preconfezionato,  pensato o, peggio ancora, già elaborato.



Iniziative

  • L’undici settembre : 9 settembre 2009, ore 20,45 C/O sale parrocchiali Riosecco 
  • IL CORPO DELLA DONNA COME CAMPO DI BATTAGLIA. Lo stupro arma di guerra: 27 marzo 2010 , ore 20,45 C/O Centro studi Beato Carlo Liniero, Via XI settembre, 34, Città di Castello.



Potenziali soci


Tutti coloro i quali si sentano chiamati in causa per dare un loro contributo, pur minimo, a condividere gli obiettivi di cui sopra e tutti coloro che vogliano ricercare e divulgare notizie e nozioni vere in ogni  campo del sapere.